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San Paolo: il Brasile piu’ trendy

21.08.2014

Brasile

San Paolo: il Brasile piu’ trendy
Oliviero Toscani disse "San Paolo è l’inferno e il Paradiso. Tutto allo stesso tempo”. Descrizione che calza a pennello a questa città caotica , disordinata, sovrappopolata ,eppure elegante e trendy , cool nell’architettura , nello stile di vita , nell’efficiente metropolitana.

Sulla Repubblica Viaggi di questa settimana e’ uscito un interessante articolo (di A. Scuteri) dedicato a San Paolo do Brasil, conosciuta sinora solo come la megalopoli dei grattacieli,  come una sorta di ‘sorellina poco piacente’ rispetto alla solare Rio. Invece ora cambia tutto: San Paolo sta diventando sinonimo di ‘cool’ su ogni aspetto: lifestyle, shopping, ristoranti, moda…

Ecco: "ricchezza, moda e tendenze. La megalopoli da sempre "diversa” da Rio ora punta ai record delle capitali occidentali dell’opulenza. Tra boutique griffate, ristoranti di lusso e roof bar very cool, tre cose vi colpiranno passeggiando un qualsiasi sabato pomeriggio per Rua Oscar Freire, la via dello shopping chic di San Paolo. Innanzitutto la concentrazione di bellissime ragazze nei loro abiti eleganti, tale da far impallidire via Montenapoleone nei giorni delle sfilate. Ma in fondo, penserete, siamo in Brasile, è quello che ci si aspetta. Poi però darete un’occhiata ai prezzi nelle vetrine. E li troverete alti, altissimi, ben più che negli omologhi negozi di via Condotti!” Questa è davvero una nota singolare…è il contrario di tutto quello che capita nel resto del mondo!

Inoltre, a sottolineare questa strana tendenza, si nota ancora che "le posizioni migliori dei negozi sono occupate da marchi brasiliani, mentre le boutique dei grandi stilisti europei, da Versace a Hermes, sono nelle stradine laterali. ” Qui davvero la moda puo’ essere letta  come una metafora. Quella "dell’orgoglio di una nazione che si sente il vento in poppa e di una città che inanella un record dopo l’altro: i 18 milioni di abitanti, le trentamila persone che guadagnano più di un milione di dollari al mese, i quattrocento elicotteri privati che volteggiano tra i suoi grattacieli, i picchi di vendite di Ferrari e Montblanc. Se Rio è sole e samba, San Paolo odora di finanza, gioielli e supercar.”

Altri segni: sul volo appena inaugurato da Singapore Airlines per congiungere l’Europa a San Paolo, via Barcellona, è più difficile trovare posto in business e prima classe che in economy. Perchè è una città d’affari, ma San Paolo non solo: Ora ce la sta mettendo tutta per arricchire la propria immagine, e trasformarsi anche in metropoli cool. E quindi… moda! Un segnale che non si sono lasciati scappare i grandi marchi internazionali, che vanno sempre più spesso alla ricerca di tirocinanti brasiliani. "Ma soprattutto se ne sono accorti gli stilisti locali, che puntano sull’orgoglio nazionale e sulle origini multietniche.” Nota, giustamente, Scuteri.

"Per esempio Oskar Metsavant Osklen, che promuove un brazilian lifestyle raffinato grazie alla ricerca di materiali innovativi ed eco-compatibili: cotoni organici, pelli di pesci, lattice dell’Amazzonia. O Walter Rodrigues, che si batte per l’affermazione delle modelle di colore, imponendole in tutte le sue sfilate di abiti futuristici . E Carlos Miele con le sue vistose collezioni di seta dall’apparenza multidimensionale…”

ENERGIA, ENERGIA è la parola d’ordine! Far scordare l’immagine da telegiornale anni ’80 del Brasile di stracci, povertà e favelas. Il Brasile dei poveri, il Brasile terra da colonizzare e civilizzare. No. Il Brasile è diventato altro, anche se la poverta’ continua ad esserci in molti luoghi che attraverserete. E’ un marchio che rimane, una configurazione onnipresente. Così come lo smog, il traffico che blocca caotico con i suoi clacson. Un traffico da farti impazzire. Ovunque arrivano "odori, calore, confusione.” che investono, coinvolgono. "Ma, al tempo stesso, sarete testimoni del nuovo che avanza, con tutte le sue contraddizioni. E così, per esempio, al boom economico, o a quello della moda, si affianca quello della cucina.” Ristoranti come il Dom di Alex Atala, da poco eletto settimo miglior ristorante del mondo. Ma anche con una scena in fermento, che vede ogni giorno nuove aperture di locali di design, quei localini unici, da segnalazione sia per il mangiare che per la location. E, anche qui, orgoglio massimo.

I paulisti sono davvero fieri del loro nuovo che avanza a grandi balzi in ogni settore e, spesso, hanno anche ragione: è – in parte – vero che la pizza migliore del mondo – fuori dall’Italia – è  «A San Paolo, ovviamente». Ma non solo. Per ogni peculiarita’ culinaria loro sottolineano che quella che fanno loro è la migliore, sans doute. La mortadella brasiliana e il baccala’ sono insuperabili. La carne è la migliore e così la frutta – e qui mi sa che non si può dar loro torto! – Scrive, quindi, Scuteri: "Una grandeur da neofiti del benessere, certo. Ma anche un effetto del gigantismo di questa megalopoli senza confini, che influisce sul modo di rapportarsi al mondo. Basta salire in cima a uno dei mille grattacieli per rendersene conto. Di giorno, magari pranzando nel ristorante con vista a 360 gradi del Terraço Italia, o di sera, sorseggiando un drink allo Sky bar, sul roof top con piscina dello splendido Unique Hotel, dall’inconsueta forma di enorme fetta di cocomero rovesciata. Vedrete la città ai vostri piedi, ma anche estendersi a perdita d’occhio, come dieci Manhattan una accanto all’altra. Ecco, New York. C’è qualcosa in comune con la Grande Mela: la capacità di pezzi della città di rinascere su se stessi, di trasformare nel giro di pochi anni vecchi quartieri degradati in mete cool. L’equivalente del Village o del Meat Pack District? Lo trovate a Vila Madalena, con le sue case basse, i suoi graffiti, le sontuose gallerie d’arte, i coffe shop di tendenza, i localini che di sera la trasformano nel centro della movida. E la metamorfosi non è che all’inizio.”

Quartieri e negozi del cuore
Sempre nell’inserto (p. 49 RViaggi) troverete un piacevole box dove lo scrittore Luis Ruffato racconta del quartiere Perdizes, dove "c’è tutto quello di cui una persona ha bisogno senza doversi muovere troppo, senza dover attraversare la citta’.” Quindi stila un piccolo elenco del luoghi ‘must’ dove andare a ballare, fare shopping, le strade interessanti (Rua Freire è sofisticata, 25 de Março popolare). I luoghi prescelti dove leggere in pace, le librerie all’aperto (Livraria Cultura, Livraria da Vila), l’architettura da non perdere e i ristoranti migliori dove cenare: Consulado Mineiro per la cucina tipica, Fogo no Chao come churrascaria e il Rubayat tra gli internazionali.Infine, (per digerire!) si consiglia caldamente una passeggiata serale al parco dell’Ibirapuera, tra gli edifici modernisti di Oscar Niemeyer.

Colazione, aperitivo e…samba!
Hocca Bar caffè e spremuta tra i banchi del mercato centrale
Sky Bar dell’Unique Hotel, drink con vista mozzafiato!
Grazie a Dio, per ballar la samba finoa notte fonda

Monumenti da non perdere
La stazione Prèstes, stile coloniale
Copan, edificio simbolo delle idee di Niemeyer (anni ’50)
Catedral Metropolitana Da Sé, stile eclettico XX secolo
Masp, museo d’arte piu’ importante di tutta l’America Latina
Mam, i migliori artisti del Brasile di oggi

Per leggere tutto l’articolo: http://viaggi.repubblica.it/articolo/san-paolo-il-brasile-cool/223923

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