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Le tribu’ nascoste del Brasile incontaminato

29.04.2011

Brasile

Le tribu’ nascoste del Brasile incontaminato

Nell’Amazzonia brasiliana abitano le tribù rimaste più esterne a qualsiasi tipo di contatto che in qualunque altra regione del mondo. Stando alle stime del dipartimento governativo agli affari indigeni, il FUNAI, i gruppi isolati potrebbero essere addirittura 70.

Probabilmente la loro avversione allo stabilire contatti sia con le altre tribù sia con il mondo cosiddetto 'civile' e' il risultato dei disastrosi rapporti precedenti e del ripetersi delle invasioni e della distruzione e devastazione della loro foresta. 
Vi sono gruppi differenti: le tribu' di incontattati che vivono nello stato di Acre sono probabilmente i sopravvissuti all’epoca del boom del caucciù, durante la quale molti Indiani furono ridotti in schiavitù. È probabile che ce l'abbiano fatta perchè son fuggiti risalendo i fiumi. I ricordi delle atrocità pero' continuano a far loro temere ogni forma di avvicinamento.

Si sa poco di questi popoli, ma sappiamo per certo che desiderano rimanere isolati: rispondono agli esterni e agli aerei che li sorvolavano scoccando contro di loro delle frecce o nascondendosi nel folto della foresta. Alcuni, come gli Awá, sono cacciatori raccoglitori nomadi e si spostano costantemente. Difatti sono in grado di costruire una casa in poche ore per poi abbandonarla dopo qualche giorno. Altri sono più sedentari e vivono in case comunitarie.
Coltivano manioca, papaya e altre piante nelle radure ricavate nella foresta. Praticano caccia e pesca.

Nello stato di Acre potrebbero esserci fino a 600 Indiani appartenenti a quattro differenti gruppi.
Vivono in relativa tranquillità in numerosi territori demarcati, rimasti in gran parte intatti. Gli Indiani isolati del territorio di Massacó, in Rondônia, invece potrebbero essere circa 300. Costoro utilizzano archi e frecce molto grandi – è stato trovato un arco di oltre 4 metri – molto simili per stile e dimensione a quelli della tribù dei Sirionó che vive nella confinante Bolivia.
Amano certamente mangiare tartarughe perché in alcuni campi abbandonati sono stati trovati tumuli di gusci.

Molti altri gruppi incontattati sono giunti al limite dell’estinzione e non contano ormai più che una manciata di individui. I piccoli gruppi dispersi vivono principalmente negli stati di Rondônia, Mato Grosso e Maranhão e sono i sopravvissuti agli orribili furti di terra compiuti da compagnie del legname, allevatori e altri invasori, che hanno assassinato molti dei loro famigliari. Ancora al giorno d'oggi deliberatamente ci sono persone che li cacciano e le foreste in cui abitano vengono distrutte rapidamente e continuamente.

Soprattutto, una grave minaccia viene dai progetti di costruzione di una gigantesca diga e di una strada, come previsto dal "programma di crescita accelerata” (PAC) del governo. Ad esempio, le dighe di Jirau e Santo Antonio costruite sul fiume Madeira sono molto vicine a diversi gruppi di Indiani isolati. Secondo un recente rapporto molti iniziano ad abbandonare la propria terra a causa del rumore e dell’inquinamento prodotti dai cantieri di costruzione che distruggono un ambiente di riferimento ancestrale. 

Inoltre, proprio perche' isolate, queste tribù sono tutte estremamente vulnerabili a malattie come l’influenza o il comune raffreddore trasmessi dagli esterni, contro cui non hanno difese immunitarie: il rischio di ammalarsi costituisce per loro un ulteriore buon motivo per evitare il contatto. Ma ci sono anche sorprendenti storie di sopravvivenza. Karapiru, un uomo Awá, è sopravvissuto all’attacco di alcuni uomini armati e ha vissuto da solo per dieci anni, nascosto nel folto della foresta. Poi, un giorno, ha finalmente deciso di stabilire un contatto con alcuni coloni e oggi vive con altri Awá.

I popoli incontattati del Brasile dovrebbero essere protetti e
riconosciuti - nonche' tutelati - i loro diritti alla terra  prima che la loro vita e le foreste da cui dipende la loro sopravvivenza siano cancellati per sempre!

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