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Anacardi, la nuova frontiera dell’ecoproduzione

18.03.2011

Brasile



Cimteclab
è una piccola azienda del parco tecnologico Area Science Park di Trieste, dove chimici e ingegneri vogliono produrre una vasta gamma di materiali in maniera del tutto biosostenibile.

La novità è il cardanolo, il liquido distillato dal guscio degli anacardi. Attraverso il processo di polimerizzazione si possono produrre poliuretani, resine termoplastiche e termoindurenti.
"La struttura chimica del cardanolo è molto simile a quella dei prodotti derivanti dal petrolio”, spiega Pietro Campaner, responsabile chimico di Cimteclab: "Ci sono, in più, altri vantaggi, come la maggiore resistenza chimica e il minor invecchiamento ai raggi Uv”.

L'unico difetto è il colore del prodotto finito rimane ambrato, poco versatile per alcune esigenze di mercato.
Tuttavia si possono ottenere resine composite per realizzare superfici di varia natura: dai vani doccia, ai piani cucina, passando per le fusoliere degli aerei.

Dal cardanolo si ottiene anche il poliolo, un composto chimico da cui si ricavano materassi e schiuma poliuretanica per l'isolamento edilizio. E' tutto biosostenibile perchè "Il cardanolo è il risultato della distillazione del Cnsl, uno scarto tossico dell'industria alimentare africana e asiatica delle noccioline”, dice Campaner: "Così facendo non solo si riutilizza un rifiuto, ma non si sottrae neppure un centimetro alle coltivazioni a scopo alimentare”.

Inoltre, il cardanolo è totalmente privo della tossicità dei prodotti sintetici derivanti dal petrolio, e nel contempo non si alimenta la produzione petrolifera, già di per sé inquinante. Difatti, ha persino vinto il "Premio Innovazione Amica dell'Ambiente 2010" di Legambiente, segnale abbastanza indicativo è la strada ecologica giusta. Altra buona notizia è che la società triestina - che ha anche una sede a Lecce, sta realizzando due impianti in India e in Brasile, i due principali paesi produttori di anacardi.
"I due impianti saranno pronti in primavera, ci lavoreranno un centinaio di persone per una produzione annua complessiva di circa ventimila tonnellate – conclude Campaner – e continueremo a lavorare assieme ai produttori locali, aiutandoli a migliorare le tecniche per l'intera filiera”.

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