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Bolivia e Cile

08.09.2010

Cile

Laguna Colarada > Bolivia

Nel corso degli anni, in varie occasioni, sono stato, per qualche ora, a volte per qualche giorno, "in quota”.
Ma mai avevo trascorso un periodo così lungo restando costantemente ad altezze elevate. Questo aspetto ha rappresentato una piccola apprensione che mi ha accompagnato dal momento della partenza fino ai primi giorni a San Pedro de Atacama (Cile).

Poi, via via, il pensiero è svanito e problemi non ce ne sono stati. Il famoso "saroche” (mal di montagna) ha preso altre strade. Il viaggio inizia a San Pedro de Atacama (2.440 mt. di altezza), piccolo e semplice villaggio cileno, che vive di turismo e le sue vie sterrate sono un susseguirsi di ristorantini, piccoli alberghi e localini per ritrovarsi, nonché di molte agenzie che propongono un’infinità di escursioni. Questo paesino è la base ideale per poi raggiungere, tra l’altro, il Gran Salar de Atacama; la Valle della Luna, i Geyser di El Tatio (4.300 mt. di altezza); le Terme di Puritana.

Al quinto giorno, di buon’ora, inizia il trasferimento in Bolivia. Il posto di confine (Hito Cajon) è situato a 4.200 mt.- Sembra un paesaggio lunare. Un modesto capanno è a fianco di una sbarra manuale, tipo passaggio a livello, insignificante e - forse – anche non funzionante: il tutto in un ampio terreno aperto, senza alcuna recinzione, circondato da montagne altissime.

L’unica cosa che faceva bella mostra di se era la prima bandiera boliviana alla nostra vista, che un leggero vento contribuiva a far risaltare per bene in tutti i suoi brillanti colori. La guida cilena che ci accompagnava non poteva varcare il confine, così scendiamo dall’auto, prendiamo i bagagli ed a piedi ci avviamo oltre la simbolica sbarra, dove ci attendeva la guida boliviana che - poi - ci avrebbe accompagnato per alcuni giorni. Sembrava d’interpretare la scena di un film di guerra, con lo scambio o la consegna dei prigionieri al confine!

Hito Cajon > Cile - Bolivia

Superata la sbarra, sembra impossibile, ma non c’era traccia del doganiere! Aspettiamo qualche minuto ed improvvisamente lo si vede spuntare, non si sa bene da dove!, ed entriamo in un piccolo locale per sbrigare le varie formalità. C’è voluto un po’ di tempo, anche perché il primo timbro messo sul passaporto recava una data sbagliata (precedente) e, quindi, è stato necessario aggiornare la data sui vari timbri: chissà da quanto tempo non transitavano persone! Il tutto, comunque, si è svolto con molta semplicità ed allegria, continuando a celebrare l’Italia campione del mondo di calcio: il doganiere conosceva tutti i nostri giocatori. Alla fine ha preteso una foto con noi, scattata con la sua fotocamera.

A questo punto, inizia la parte del viaggio dedicata alla Bolivia. Ed inizio migliore non poteva essere. Infatti, dopo qualche ora, c’imbattiamo nella delicata bellezza della Laguna Verde (4.400 mt. di altezza) nella quale si riflettono i 5.960 mt. del Licancabur e, più in là, nella Laguna Colorada (4.278 mt. di altezza), una vera meraviglia con le sue tonalità di un rosso acceso e con un "esercito” di fenicotteri rosa (oltre 35.000!), "ospitati” all’interno dei suoi 60 kmq.! Per poi raggiungere a 4.850 mt. di altezza i Geyser di Sol de Manana.

Altra cosa veramente incredibile è l’enorme e sconfinata distesa del Salar de Uyuni, una distesa di oltre 12.000 kmq. di sale a 3.653 mt. di altezza, un vero e proprio mare bianco, di un bagliore accecante e sul quale si riflettono i vari colori del cielo. All’interno del Salar de Uyuni, altra sorpresa, l’Isla de los Pescadores, una piccola formazione rocciosa, che la si risale e gira in pochi minuti, e dalla cui sommità si ha un ottimo punto di osservazione sul Salar. Al suo interno, l’isola è disseminata di cactus. E che cactus! Infatti, si possono osservare i giganteschi "Cactus Candelabri”. Il più grande, in bella vista, ha oltre 1.200 anni! e la sua altezza supera i 12 metri! La sua circonferenza alla base è tale che una persona non potrebbe riuscire a cingerlo interamente.

Il viaggio prosegue per Potosì (4.090 mt. di altezza) e Sucre (2.790). Due città dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’austera Potosì, ex grande città coloniale, è situata ai piedi del "Cerro Rico”, la montagna ricca, uno dei più importanti centri minerari della Bolivia. La deliziosa Sucre, importante centro culturale dalla splendida architettura coloniale, è la capitale costituzionale del paese. Da molti viene definita la città più bella della Bolivia.

Dopo la visita a Tiwanaku e al Lago Titacaca, con Copacabana e le Isole del Sol e della Luna, il tour si conclude a La Paz (3.600 mt. di altezza), capitale della Bolivia, sede del potere esecutivo.

Giuseppe Civica

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