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L’Argentina sulle orme dell’architetto Salamone – da Tanoka

06.04.2011

Argentina


VIAGGIARE CON UN OCCHIO DIVERSO


Noi spesso in Europa siamo abituati ad 'avere tutto subito' e procediamo con lo stesso metro anche quando viaggiamo. In Sudamerica spesso non è così, le distanze sono diverse, la percezione dello spazio implica un altro occhio, un altro orecchio, l'attesa e la paziente sensibilità.

Ancora una volta il blogger Tanoka ci indica qualcosa che potrebbe sfuggirci.

Salamone is everywhere - dal blog www.largentina.org - scritto da Tanoka - marzo 29, 2011 - nella sezione Turismo:

 
"Chi segue il blog da tempo sa che da queste parti siamo fans del grande architetto Francisco Salamone. In questo caso viaggiavo verso sud e ho approfittato per fare tappa a Coronel Pringles, nel sud della provincia di Buenos Aires. Le foto sono tutte del municipio della città e degli "accessori” tipo panchine e lampioni, tutto opera del nostro architetto. Arrivato a casa ho poi scoperto che a Pringles c’era anche un mattatoio salamonico, che mi sono quindi perso, per somma gioia della mia famiglia che ne ha anche un po’ le scatole piene. Bisognerà ritornare, anche perchè lí vicino c’è l’imperdibile cimitero di Laprida."

Parlare di Francisco Salamone è parlare di un'architettura di 'svolta'.

Nato il 5 giugno del 1897  - e morto nel 1959 - fu un grande architetto argentino - di origini italiane, of course! - che lavorò moltissimo nel periodo difficile tra il 1936 e il 1940, costruendo più di 60 edifici in uno stile a cavallo tra l'Art Deco e il Futurismo in ben 25 comunita' rurali tra le pampas della Provincia di Buenos Aires.

Primi esempi di architettura moderna - e anche modernista - in Argentina, le sue costruzioni erano sempre di pubblica funzionalita': municipi, cimiteri e mataderos (mattatoi) principalmente, si può dire che Salamone sia stato davvero un architetto d'avanguardia, che ha saputo creare personalita' a zone decisamente difficili da caratterizzare.

Scrive Tanoka a proposito di una "certa povertà di punti di interesse turistico nell’immensa provincia di Buenos Aires" e consiglia assolutamente il tour sulle orme delle opere di Salamone quale "un vademecum. Quando parti per una qualsiasi località pampeana sai che dovrai farti almeno trecento chilometri, se sei fortunato, e allora perché non rendere interessante il viaggio e fermarsi a cercare le opere salamoniche? Per me è una specie di caccia al tesoro. Sabato scorso sono arrivato ad Azul (300 km da bs as) quasi fuori tempo massimo, erano le quattro del pomeriggio, il sole invernale cominciava a perdere forza e io già temevo per le anelate foto. E lì è cominciata la solita caccia: fermare i passanti, chiedere se conoscono "quel rudere di cimitero un po’ particolare”, seguire le loro indicazioni spesso confuse e a volte inesistenti. Molte opere sono ormai abbandonate e spesso sono fuori dai centri abitati, perse in mezzo alla campagna, e così succede che molti autoctoni interrogati non abbiano la minima idea di cosa tu stia parlando. Per dettagli come questi mi sono perso il cimitero di Balcarce l’estate scorsa, nessuno sapeva dove fosse e io non potevo trattenere tutta la famiglia diretta al mare per cercare un cimitero. Immagino che ancora più difficile sia trovare il mattatoio di Carhué, ormai un rudere circondato da un ambiente post-nucleare causato da un’alluvione.  Sabato ho avuto fortuna, il cimitero è ancora il cimitero ufficiale della città di Azul. Ci tengo a sottolineare che Salamone ha ideato quell’angelo della morte negli anni ’30, senza aver mai visto Trider G7, Mazinga Z e soci. Il mattatoio "lama di coltello” è stato più difficile, per poco non fallisco la missione. Era fuori città, un paio di chilometri perso nella campagna, ci sono arrivato al tramonto, con il sole che se ne andava e mi regalava un effetto photoshop naturale sulle pareti gialle dell’edificio."

Leggere queste parole di Tanoka davvero fa venire voglia di viaggiare in modo diverso. Di scoprire... Siamo ancora capaci di scoprire, di metterci in gioco per andare alla ricerca di cose che non sono nelle prime pagine delle guide, ma lasciare aperta una porta per catturare lo spirito di un luogo, la sua luce, i suoi scorci che ne creano l'unicità assoluta... 

Per tutti gli interessati, ricorda Tanoka, vi è un sito con le opere:
http://www.salamoneba.com.ar/salamone.html

Le foto su Flickr dei seguaci dell'architetto http://www.flickr.com/search/?q=francisco+salamone&ss=2

Infine ricordiamo il blog da cui questa notizia ha preso spunto:
http://www.largentina.org/2011/03/29/salamone-is-everywhere/

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